Alla presenza del vescovo, monsignor Michele Seccia, di autorità civili e militari e di numerosi fedeli, il 9 aprile 2006,' Domenica delle Palme, è stata riaperta la chiesa di Santa Maria in Sylvis, chiusa dalla fine di ottobre 2002 per i danni subiti dal terremoto.

Dal saluto del parroco, don Renato Orlando...


Carissimi fedeli tutti, con questa solenne Celebrazione Eucaristica inauguriamo ufficialmente l'apertura alla vita liturgica e pastorale della nostra bella e cara chiesa colleggiata-parrocchiale di Santa Maria in Sylvis dopo i lunghi giorni della desolazione (per il sisma del 31 ottobre 2002).

Questa mattina ho voluto aprire le porte per la prima volta ai ragazzi e ai giovani della catechesi dopo la solenne benedizione dei rami di ulivo davanti al sagrato della chiesa di Sant'Angelo, che ha ufficiato, seppur angusta, in questi anni per le grandi solennità e i momenti più importanti della vita della comunità parrocchiale, perché rivolgendomi a loro dicevo: «voi siete la speranza della nostra comunità ecclesiale e paesana: A voi in particolare viene riconsegnato questa nostra chiesa "monumento di fede e di arte" con un volto rinnovato che sa di bellezza antica e nuova".

E noi tutti adulti e famiglie cristiane siamo chiamati e impegnati come chiesa viva fatta non di pietre ma di carne, capaci di rinnovarci nel cuore alla luce della novità del Vangelo e per questo "casa aperta alla speranza" (come dicono i nostri vescovi), a testimoniare e a diffondere la speranza cristiana nella vita quotidiana alle nuove generazioni di cui abbiamo la responsabilità educativa.

Ora, questa sera ci ritroviamo tutti riuniti insieme come chiesa al completo nelle sue componenti: il Vescovo, il parroco e tutti voi fedeli per "stringerci attorno a Cristo pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, per venire impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo" (I° lettera di Pietro) che su questo altare rinnovato renderà presente il suo sacrificio nel segno del pane e dei vino offerti dalla comunità tutta.

Ecc.za rev.ma, noi abbiamo la gioia e la speranza di presentarle questa nostra chiesa ritornata allo splendore e alla sua bellezza delle origini, nonostante i segni indelebili del tempo e della storia, ma frutto ed esperienza di quella chiesa viva che siamo noi suoi membra.

Ancora una volta posso testimoniare dinanzi a tutti cosa significhi mettere mano alla ristrutturazione di una chiesa; non è come una casa qualsiasi o una struttura a carattere pubblico-sociale. La chiesa è casa di Dio e quindi un'opera di Dio, che implica la collaborazione e l'operato fattivo degli uomini e gli uomini di fede. Mentre ringrazio a nome di tutta la comunità parrocchiale lei e la provvidenza perché hanno messo in sicurezza questa struttura dopo gli eventi sismici in così breve tempo, non posso non ringraziarla ancora una volta perché ha spinto tutta la comunità serrana e me in prima persona ad adoperarci dopo decenni di abbandono per mettere mano alla pitturazione e sistemazione della chiesa "Dopo i segni di attenzione da parte della diocesi di San Severo - mi diceva - è necessario che i serrani si muovano".

Questo, le attesto, ha messo in cantiere prima di tutto la nostra fede in Dio e nella sua provvidenza: abbiamo creduto che era possibile mettere mano ad un'impresa così grande da parte nostra. Poveri di mezzi economici e di persone, abbiamo creduto nella possibilità di un vero miracolo. Non posso non ringraziare, permettetemi, in prima persona senza personalismi, soprattutto i signori Gino Fiorentino (direttore dell'Oratorio San Mercurio 2004) e Fernando di Cesare (collaboratore in Oratorio e membro del Comitato feste) assieme al signor Mario Occhionero (responsabile Feste 2006), miei stretti collaboratori, perché non solo hanno coinvolto e suscitato collaborazione tra i membri dell'Oratorio, della Commissione Feste e nella comunità, ma si sono distinti in ogni opera fattiva.

Senza la loro opera e quella di altri, compreso il gruppo dei volontari per le pulizie e il riassetto, non so se si sarebbe giunti a un tale risultato e quindi alla riapertura della chiesa. Come ogni opera di Dio anche questa ha richiesto rinunzie, sacrifici e tanto lavoro, assolutamente gratuito e disinteressato.

Durante tutta un'estate è stato realizzato un vero campo di lavoro assieme a membri e giovani dell'Oratorio e alle loro famiglie per preparare il lavoro della pitturazione. Non solo, ma alcuni di essi hanno sacrificato le ferie e il dopo lavoro per prestare la loro opera, tanto da suscitare l'ammirazione di molti "come in questi tempi sia ancora possibile trovare disponibilità e gratuità" ma anche, purtroppo, giudizi e affermazioni maligne.

Non sono mancate prove e sofferenze. Mentre andavamo progettando la ristrutturazione, è stata messa in moto una fabbrica nascosta di vessazioni e di cattiverie contro la mia persona, i miei cari, subdola e manifesta, in case e nel paese. A tutto questo vanno unite le tante preghiere, voti e generosità con offerte di sofferenza e di denaro di molti fedeli e compaesani residenti e non, per la costruzione del tempio santo di Dio, quale luogo per l'incontro sacramentale con Cristo (anche se molto resta ancora da fare e da pagare sia spiritualmente che economicamente).

"Tutto posso in colui che ha dato la vita per me" (San Paolo)

Ringrazio nel Signore Gesù, perché solo lui può dare la giusta mercede ad ogni buon operaio della sua casa: la ditta Michele Eccellente, che ha curato la pitturazione accettando tale impresa e venendoci incontro nei costi economici, il pittore Antonio Barile, il marmista Francesco Urbano di San Severo, per la messa in opera del pavimento del presbiterio con i pavimentisti Fortunato Orlando e Fortunato Giannubilo, il fabbro Fortunato Orlando; l'elettricista Fortunato Pucarelli e l'idraulico Fernando Calluro; nonché per la consulenza offertaci, gli architetti, Michele Caccavone, sindaco di Serracapriola, e Nicola Antonacci e quanti hanno collaborato e prestato qualche loro opera gratuitamente e generosamente.

Vogliamo tutti raccogliere nella lode, onore e vittoria a Cristo Redentore dell'uomo ieri, oggi e sempre in questa Santissima Eucaristia.