Presentato, la sera di Pasqua, il progetto complessivo per i lavori di ristrutturazione e restauro della chiesa di San Mercurio, le cui porte sono state riaperte per esporre al pubblico alcune tavoìe del progetto.
   
Quest'anno, la Pasqua è stata apportatrice di una buona notizia: la conclusione dell'iter della progettazione, del restauro interno della bella chiesa di San Mercurio e, ci auguriamo la sua prossima riapertura!
     Percorrendo via Bovio, l'antico corso del borgo antico che conduceva fino ad una delle porte della città "porta San Mercurio”, si apre allo sguardo uno spettacolo meraviglioso, direi quasi magico, il largo San Mercurio, dove si erge la superba e maestosa chiesa - forse la prima e più antica, sorta accanto alla torre Frentana, primitivo nucleo del paese - dedicata da data immemorabile al Patrono Principale di Serracapriola "San Mercurio, soldato e martire". Dai "ferri", come da una balconata, si può volgere lo sguardo, a destra sulla piana sottostante quasi appendice del Tavoliere e a sinistra, tra le case, alla torre campanaria e alla cupola ricoperta di luccicanti maioliche della chiesa di Santa Maria in Silvis. Ora, possiamo finalmente riaprire "|o scrigno” della nostra comune memoria, forse da tempo dimenticato e per le ultime generazioni quasi ignorato, e riappropriarci di un gioiello di inestimabile valore non solo dal punto di vista storico-artistico, ma del nostro intero patrimonio di storia, di fede e di vita di intere generazioni che ci hanno preceduto e che costituiscono le nostre radici serrane.
       Nel suo aspetto esterno la chiesa si presenta con una veste messa a nuovo nell'anno 2005/2006 con i primi e immani lavori di consolidamento e di messa in sicurezza di tutta la struttura. A ben ricordare, la causa non fu solo il terremoto del 31 ottobre 2002, quando fummo costretti a chiudere le porte della chiesa, ma i vari eventi che si susseguirono nel tempo e che resero la bella chiesa alquanto precaria e già inagibile.
       Fin dai primi giorni del mio insediamento a parroco-coordinatore, costituii una commissione per la salvaguardia delle nostre chiese e del nostro patrimonio di arte e di fede. Contando sulla disponibilità dell'ingegnere Ernesto Torres feci fare dei sopralluoghi e grazie alle indicazioni e alla collaborazione del Sig. Franco Cialone potemmo approntare l'intero progetto di consolidamento strutturale, redatto dall'architetto Beverelli di Manfredonia. Con il terremoto del 2002 ci ritrovammo, con il progetto approvato dai vari passaggi della burocrazia. Bastò un aggiornamento veloce e potemmo accedere ai finanziamenti sia dell’otto per mille della C.E.I. sia ai finanziamenti regionali-europei (circa un miliardo e mezzo di vecchie lire) così nell'anno 2004 memoria del martirio del santo Patrono potemmo mettere mano al monumento più insigne della nostra Città.
    Seguirono alcuni anni di fermo e di lunga attesa, con aspettative e promesse, ma senza alcuna risoluzione Nonostante la faziosità di alcuni gruppi e la facile verbosità di altri, in questi anni abbiamo cercato di recuperare e salvare i tesori nascosti di questa chiesa: tra cui il restauro di ben undici tele e in ultimo il ritorno in parte dell'archi storico. Nulla in questi anni è stato disperso, ma il tutto è custodito scrupolosamente e gelosamente.
     Ora, è possibile inoltrarsi tra le porte del tempio, scrutare per quanto possibile con lo sguardo l'interno dello “scrigno” constatare personalmente la gravità dello stato e la mole del lavoro di ripristino della chiesa "a tre navate, di ordine toscano e di tanta perfezione”, come affermava il vescovo di Larino, Mons Tria, storico del '700, "che in tutta la diocesi non ve ne è uno eguale"
     Ognuno può prender atto del lavoro febbrile e appassionato, durato mesi e giorni, di quanti hanno redatto e firmato i meticolosi progetti di restauro e, soprattutto di chi, all'ombra del campanile ha curato, intessuto rapporti e percorso strade a volte impensate, irte di ostacoli e difflcollà per riaccendere in tutti noi la speranza certa di una risurrezione non solo delle belle pietre della chiesa di san Mercurio, ma di una chiesa viva, di cui mi auguro ognuno voglia essere protagonista, e non semplice spettatore, il curioso d il ciarlatano di turno, apportando il suo fattivo contributo di apprezzamento e gratitudine non escluso quello economico. Una chiesa e una casa dalle porte aperte su tutta una città!

LA RELAZIONE DEI TECNICI
     Per una immediata apertura della chiesa al culto occorre eseguire la messa in sicurezza delle opere mediante il loro restauro e risanamento urgente consistenti nel ripristino delle lesioni e crepature, necessario per l'incolumità dei fedeli.
     L’lntervenro edilizio di progetto prevede l'eliminazione delle parti pericolanti sulla muratura esistente dovute alle inīŦltrazioni e umidità soprattutto dove sono evidenti le cadute di campionature di stucco, a ridosso della navata di sinistra, della cupola e del tamburo sottostante, in corrispondenza degli arconi trasversali mediante la loro rimozione e successivo ripristino eseguendo opere edili ai risanamento in varie fasi quali:

  • la deumidificazione di tutte le parti impregnate di umidità, dannosa non solo per le parti strutturali ma anche per l'igiene e la salubrità delle persone, con utilizzo di dispositivi per il prosciugamento delle pareti, delle volte e della cupola, seguiti da opere di raschiatura, risarcitura stucchiatura e stilatura delle stesse, degli elementi decorativi e architettonici con tinteggiatura finale del tutto simile a quella esistente in origine;
  • deve essere evitata l'umidità per risalita capillare proveniente dal terreno sottostante mediante l'esecuzione e la formazione di un vespaio aerato (igloo), posato su un massetto impermeabilizzante di sottofondo in calcestruzzo alleggerito premiscelato;
  • occorre sostituire la copertura esistente della sacrestia, ormai fatiscenre, con una nuova struttura portante sempre realizzata in legno.
        Dovranno essere eseguiti i seguenti Impianti:
    • impianto elettrico completo per prese e luce in conformità alle vigenti normative CEE;
    • impianto sonoro amplificato;
    • impianto di riscaldamento;
    • fornitura e posa in opera di impianto di elettrificazione e di elettromeccanizzazione di 4 campane;
    • rifacimento del massetto in calcestruzzo armato con rete metallica per la posa di pavimento, previa rimozione di quello esistente.

        Inoltre, si dovranno eseguire lavori di restauro per opere di grande pregio d’arte, storico ed architettonico quali:
    • restauro dell'intera macchina d'altare in legno scolpito e dorato che presenta diffuse tarlature (1654);
    • restauro del coro in legno in noce massiccio posto dietro l'altare maggiore, composto da dodici stalli e da una cattedra centrale riportante lo stemma vescovile;
    • restauro dell'organo in legno di tipo monumentale;
    • restauro del pulpito in legno noce composto da bassorilievi dorati di girali ed arabeschi;
    • restauro degli altari laterali costituiti da stucchi e marmi lapidei seicenteschi.
         

      I tecnici progettisti
      Arch. Arturo Vegliato, Ing. Filippo Montechiari