Il Comune di Serracapriola (FG) conta circa 5.000 abitanti, è situato a 270 metri sul livello del mare e misura una superficie territoriale di 14.300 kmq.
 Per parlare della sistemazione urbanistica, non partiremo da una planimetria del paese: sarebbe come voler conoscere una persona dal suo identikit! Indubbiamente arriveremo a leggere i classici disegni urbanistici e ogni rappresentazione fotografica di cui entreremo in possesso, ma solo dopo aver capito la "mentalità" degli abitanti.
 Credo che la più bella e sintetica descrizione di Serra si debba ad un personaggio locale, noto per le sue battute proverbiali. Si racconta che, recatosi a Foggia per sostenere l'esame per la patente di guida, fu ripreso dall'esaminatore per aver cambiato direzione senza mettere la freccia. La sua risposta fu candida: "'ngegné, al paese mio esiste una sola strada ed è pure dritta".
 In effetti lo sviluppo di Serracapriola sembra progettato e disegnato sulla carta, con riga, squadra e... compasso, in quanto è costituito essenzialmente da un rettilineo (Corso Garibaldi) che ha origine in un cerchio (la fontana) e termina con due rettangoli, la "Scuola Elementare Maschile" (a Est) e la "Scuola Elementare Femminile" (a Ovest), che pur facendo da sfondo, consentono alla strada di proseguire verso Nord. Oggi, ovviamente, lo sviluppo edilizio ha superato ampiamente gli edifici scolastici, raggiungendo persino il convento, una volta meta di passeggiate fatte nei giorni festivi.
 Tutta la vita del paese si è sempre svolta lungo i due viali pedonali alberati che fiancheggiano il rettilineo, fatta eccezione per il periodo successivo all'armistizio, quando gli "alleati" hanno utilizzato i due viali per mimetizzare i mezzi blindati.
 La "fontana" è stata rimossa negli anni sessanta, ma oggi rischia di essere riportata nella posizione originaria, non si sa bene sulla base di quale diagnosi. Nell'ipotesi che ogni diagnosi debba essere fatta sulla base di un'anamnesi, cominciamo col mettere in Internet una breve storia della fontana in questione, nella convinzione che possa essere corretta o integrata, fino a trovare una valida giustificazione per la nuova sistemazione dell'incrocio.
 Nel 1925 la fontana non esisteva, come dimostra la foto d'archivio, scattata in occasione dell'installazione del primo palo per l'illuminazione stradale e pubblicata da "la Portella" (n.1 - annoVI).
 Dalla foto d'epoca si desume che il palo, con i suoi quattro lampioni, era destinato ad illuminare l'incrocio più importante del paese. Analizzando, infatti, la planimetria disegnata dal geom. Ferruccio Gatta, nel 1966, in occasione della proposta di trasformazione della piazza, notiamo che, in detto incrocio, confluiscono:
  - Corso Garibaldi, che, verso Nord, porta a Pescara;
  - lo stradone De Luca, che, verso Est, porta a Foggia;
  - piazza Vittorio Emanuele III, che introduce al Centro storico;
  - la strada che porta al giro esterno occidentale del paese.
 Le prime due vie (molto più importanti delle altre due) hanno creato, tra loro, un raccordo naturale e la realizzazione della fontana, al posto del vecchio lampione, ha finito con il rappresentare una barriera difensiva contro il flusso, sempre crescente, del traffico veicolare.
  Non si può trascurare, inoltre, il fatto che, a causa della costante carenza di acqua (dovuta essenzialmente alla posizione elevata del paese), la fontana ha svolto quasi sempre la funzione di grande vasca, tanto che, in quasi tutte le cartoline, la mano pietosa del fotografo ha sempre disegnato un finto
"zampillo".
 Con la realizzazione dell'autostrada A14 e della strada statale litoranea, il Comune di Serracapriola ha cessato di essere una stazione di transito dei collegamenti adriatici nord-sud e, probabilmente, la fontana ha cominciato ad apparire come un tappo alla visuale del centro storico. L'occasione per la sua rimozione ed il trasferimento in un altro incrocio, è stata la donazione di una statua in bronzo di S.Francesco d'Assisi, alta 4 m, opera dello scultore arch. prof. Giulio Tamassy e donata da don Giovanni Maresca, duca di Serracapriola. Nel 1968, la statua fu sistemata al posto della fontana e questa fu spostata all'incrocio della strada che porta a Termoli con quella che porta al convento. Nel marzo 2000, infine, la statua è stata nuovamente rimossa, per cedere il posto alla fontana.
 Se avessimo utilizzato il supporto cartaceo, la cronaca si sarebbe fermata quì, ma con l'ipertesto ogni parola può essere collegata ad un altro documento ipertestuale o ad un'immagine mappata, che ci consentono ancora altri collegamenti. Nel nostro caso possiamo creare un link, in modo che, facendo clic su sistemata, sia possibile richiamare la storia della progettazione e consentire, a chi è interessato, di venire a conoscenza delle piccole controversie, che tuttavia denunciano un stato di malessere del centro urbano.
 Indubbiamente la storia, così come è stata raccontata, è ricca di lacune ed errori, ma, grazie ad Internet, chiunque può comunicare per posta elettronica le proprie integrazioni o correzioni. Si può arrivare a costituire persino dei gruppi di discussione su problemi come quello della "fontana di Serracapriola" ed accorgersi in tempo che, forse, il "vecchio corso" vuol ritornare alle origini, ricollegandosi direttamente al centro storico e rifiutando qualiasi ostacolo, anche se solo visivo.

Bari, febbraio 2001